Premio letterario SofiaPremio letterario SofiaPremio letterario Sofia
15ª edizione - (2012)

inaspettataMENTE

Venerdì 15 giugno
Eccone un altro. Un altro mostriciattolo che mi rovina la nottata. Tutta quella loro smania di uscire, di vedere quello che c’è fuori, io non l’ho mai capita. Un attimo prima te ne stai comodo e al caldo mentre quello dopo ti ritrovi piangente in una stanza asettica con persone mascherate, il tuo papà è svenuto da qualche parte e la mamma ti guarda adorante, quasi fossi meglio di un film con Argentero. In realtà sei bluastro e assomigli in tutto e per tutto a un granchio bollito, ma lei ti fissa quasi fossi un piccolo miracolo, un regalo insperato venuto da lontano. Lei è alla continua ricerca di conferme da parte di quei tipi strani vestiti da Ghostbusters. Ma perché?
Voglio essere un cardiochirurgo, neonatologia è una cosa da donne.
Un altro giorno qui dentro e giuro: darò di matto.

Giovedì 21 giugno
Io le persone le volevo aprire con un bisturi mentre adesso loro si aprono da sole. No, non sono in psichiatria, sono solo circondato da future-madri-apprensive bramose di raccontarmi delle loro nausee mattutine. Non mi interessa sapere che hai voglia di un frappè alla fragola!
Oggi è arrivata una ragazza splendida. Non è bellissima ma ha negli occhi una scintilla che sono certo illumini la stanza anche a luce spenta.
«Signora, ho una fantastica notizia per lei! Come dice? Signorina? Ah ok, allora forse è meglio che si sieda».
Ho visto il colore del suo viso percorrere tutti i gradi della scala cromatica per poi incagliarsi in uno spaventoso bianco panna.
«Davvero? Da quanto?»
«Tre settimane.»
«Ah.»
Si è passata più volte la mano sulla fronte e poi, con una dignità che non avevo mai visto, mi ha fatto un cenno con il capo e se n’è andata. Sono certo che l’abbia fatto un secondo prima che le lacrime si impossessassero di quei suoi occhi belli.
Forse lui l’ha lasciata o peggio, è morto in un incidente d’auto!
Magari l’ha tradita e lei colta da un improvviso moto di orgoglio non vuole dirgli nulla!
E se decidesse di non tenere il bambino?
Confermo. Sto diventando pazzo.

Sabato 28 luglio
È tornata per il controllo mensile. Ha una micro pancia a dir poco adorabile e quel sorriso poi… Mi ha steso.
«Volevo scusarmi per come mi sono comportata la scorsa volta, è stato piuttosto inatteso.»
«Non preoccuparti, come stai?»
«Meglio, dovevo solo metabolizzare.»
Ci diamo del tu come se ci conoscessimo da una vita, avremo più o meno la stessa età solo che io sono avvolto in un camice bianco mentre lei è cosparsa di quel gel odioso che ti si appiccica ovunque.
Come fa a essere contenta?
Forse sono tornati insieme o, meglio, lui è resuscitato!
Magari lui si è pentito e lei ha deciso di perdonarlo!
Quanto ho detto che manca alla fine del tirocinio…?

Mercoledì 29 agosto
Non la vedo da un mese eppure non riesco a smettere di pensarci. Spero davvero stia bene, non so perché ma mi ha dato tutta l’impressione di meritarselo. È un pensiero fisso e non capisco come mai, passo interi minuti a fissare la porta automatica sperando di veder comparire quel suo paio di occhi magnifici nonostante io sappia a memoria le date dei suoi appuntamenti qui in ospedale. Ieri ha disdetto all’ultimo. È poco professionale prendersi una cotta per una paziente in dolce attesa?

Martedì 4 settembre
Appena arrivata mi ha stretto la mano. Credevo di collassare.
«Allora?»
«Ha tutta l’aria di essere una bimba.»
«È la notizia più bella che mi sia stata data negli ultimi mesi. Grazie.»
Mi ha puntato con quelle sue pupille nerissime e io mi sono sentito autorizzato a iniziare.
«Senti, stacco tra venti minuti, ti andrebbe se… Cioè, vi andrebbe se tu, io e la fanciulla…»
«Sì. Sarebbe perfetto.»
Abbiamo camminato a lungo io, lei e l’altra lì dentro che sono certo ci stesse ascoltando.
«Sparito. Lui è scappato via prima che potessi avvisarlo.»
«Proprio non riesci a rintracciarlo?»
«A dire il vero non ci ho neppure provato, non è il genere di uomo con cui mettere su famiglia. Ho sbagliato tutto, come al solito.»
Mi parla sorridendo e io credo fermamente che lei sia più folle di me.
«Perché sei felice?»
«Hai mai provato ad avere due cuori? Allora no, non puoi capire.»

Lunedì 24 dicembre
Di nuovo noi, nello studio. Stanno benissimo entrambe.
«Hai già deciso come chiamarla?»
«Veramente no, sono sicura che lo capirò appena la vedrò.»
Adoro la sua forza, quel suo essere consapevole nonostante tutto e tutti, quella sua forza che ho conosciuto solo nei film. Lei però è reale e a un passo da me.
Tanti auguri di buon Natale, BegliOcchi. Resterò qui ad aspettarti.

Sabato 23 marzo
Fa respiri profondi mentre le stringo la mano.
«Mi gira la testa. Sbaglio o qui dentro manca l’aria?»
«Infermiere mi scusi, potrebbe avvicinarmi la sedia? Ecco sì, adesso è meglio.»
Quando la piccola si presenta al mondo scoppia a piangere, io provo a fare l’uomo duro e mi trattengo.
Da poco è sbocciata la primavera, fuori un silenzio profumatissimo mentre qui la luce inizia a bussare alla finestra. Questo zuccherino ci ha fatto passare la notte insonne.
Raggio di sole.
Elena.
Alla fine sì, sono impazzito, come si può impazzire di gioia.
Oggi non sono qui vestito da Acchiappafantasmi. Sono con loro, non per loro. Non farò diagnosi, non prescriverò farmaci, solo le terrò la mano.
Osservo per un attimo Elena tra le braccia della sua mamma. Cerchiamo di fare qualunque cosa pur di essere eterni. Musichiamo parole, scriviamo libri, macchiamo lenzuoli bianchi…
Ho trovato in un secondo tutte le risposte che cercavo da una vita.
Non esiste nulla di meglio: le vere opere d’arte non sono altro che piccoli granchietti blu.


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Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2010