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11ª edizione - (2008)

Diario di Andromaca

Un anno dopo la fine della guerra
Caro diario,
 è passato un anno dopo la fine della guerra e ancora non riesco a dimenticare quell'orribile giornata nella quale l'ira e il sentimento di vendetta di Achille mi portarono via la persona più importante della mia vita.
 Vederlo senza vita, umiliato tra la polvere, mi procurò un dolore così grande che il mio corpo mi impedì di guardare, facendomi cadere per terra senza sensi.
 Quando fui svegliata dal pianto del piccolo Astianatte, non ricordavo più nulla; la mia testa atterrita da un dolore atroce si rifiutava di apprendere l'orribile verità: mio marito, che per me rappresentava tutta la mia famiglia, era sceso nell'Ade lasciando me vedova e nostro figlio, ancora troppo piccolo per capire, orfano.
 Quando appresi che ormai il destino aveva compiuto il suo percorso, venni investita da mille pensieri e paure. Mi chiedevo che fine avrei fatto, che ricordi avrebbe avuto mio figlio di un padre che non avrebbe vissuto con lui la sua fanciullezza, pensavo a come sarebbe stata ora la mia vita senza di lui e a come potevo educare da sola un bambino che sarebbe diventato un eroe.
 Tante volte il desiderio di arrendermi e di abbandonare tutto prendeva il sopravvento ma non potevo; dovevo farmi forza per il piccolo Astianatte al quale, una volta cresciuto, avrei raccontato questa triste storia. Una volta saputa la verità, sarebbe stato fiero di quel padre che aveva sacrificato la propria vita per dare onore e rispetto alla sua famiglia; anche se ciò ne comportò l'abbandono della stessa.
 Quest'anno appena passato è stato molto duro, la sua mancanza è sempre per me un grande tormento, ma vedere nostro figlio crescere giorno dopo giorno ha compensato tutto il dolore.
 Spero che Ettore sia fiero di me e della sua città, che ogni giorno mi assiste nei problemi che si presentano nella vita.
 In futuro, ci ricongiungeremo nell'Ade e lì potremo rimanere insieme per sempre senza che la Moira ci divida. Sono sicura che Astianatte, crescendo, possa diventare il ritratto del padre: già ora, i suoi occhi mi ricordano lo sguardo di Ettore, quello che addolorato mi disse per l'ultima volta addio alle porte Scee. Questa triste giornata è giunta al termine e insieme a esso l'anniversario della sua morte; ricordare è stato molto doloroso, ora solo il lieto sonno può dare riposo al mio corpo, ma sono sicura che in futuro gli dei ci ricompenseranno di tutti i dolori subiti.
Andromaca



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Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2010