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10ª edizione - (2007)

Viaggio nella moda

Sono andata a vedere con la mia classe, qualche settimana fa, la mostra di Giorgio Armani alla triennale di Milano. Mi è subito sembrata strana questa proposta, ma ho pensato che la professoressa di Italiano non finirà mai di stupirci.
All'uscita dalla mostra, poi, ho capito il perchè di questa strana visita... Avevo sempre inteso la moda come un semplice fenomeno della società moderna, una cosa lontana da me e dal mio mondo. Invece la nostra guida ci ha spiegato che la moda è una forma d'arte, considerata minore solo perchè la più recente delle arti tradizionali.
La mostra rappresenta il percorso dello stilista Armani degli ultimi trent'anni. Di sala in sala ho avvertito il cambiamento di epoca e colore, anche se era sempre presente l'inconfondibile stile di Armani, che è rimasto invariato nonostante l'evoluzione del suo pensiero.
Grazie a un accurato accostamento degli abiti esposti, ho potuto notare come un capo disegnato parecchi anni fa sia tuttora considerato d'alta moda. A conferma di questo nessuno della classe è stato in grado di riconoscere l'abito più moderno tra uno disegnato negli anni '70 e un altro nel 2000.
Camminando tra gli abiti esposti, la mia mente si isolava dalla realtà e sognavo di possedere e poter indossare tutti quei costosi vestiti... In particolare, nella stanza in cui erano esposti gli abiti disegnati da Armani e indossati da personaggi famosi mi sembrava di essere in un mondo estraneo. Gran parte dell'atmosfera era generata da molte luci brillanti che, accendendosi e spegnendosi in pochi secondi, davano la sensazione di trovarsi tra i flash di migliaia di macchine fotografiche.
I corpi dei VIP prendevano vita e sfilavano davanti a me, leggiadri come farfalle, e mi pareva che non dovessero finire mai. A un certo punto, ho creduto di entrare anch'io nell'infinita processione di modelli e di fluttuare nell'aria, libera da pensieri e preoccupazioni.
Grazie alla moda ora mi sento più vicina al mondo dello spettacolo rispetto a quanto pensassi in precedenza.
La musica che accompagnava l'esposizione degli abiti rendeva l'atmosfera molto più suggestiva, facendomi integrare maggiormente nel fantastico universo della moda.
Mi ha colpito molto il fatto che la maggior parte dei vestiti fosse in bianco e nero, quasi a far risaltare le forme del corpo e a soffermarsi con maggior attenzione sullo stile del vestito. L'atmosfera creata nelle sale era perfettamente relazionata al colore degli abiti lì esposti, generando continuità tra i vestiti e l'ambiente che li circondava. Questo era possibile grazie alla particolare posizione delle luci colorate, soprattutto bianche e rosse, ma anche scure e soffuse, che illuminavano i vestiti del colore corrispondente. Ciò dava l'impressione di trovarsi in uno spazio vuoto, privo di pareti, anzichè in una stanza.
Per la realizzazione di alcuni abiti, Armani ha tratto ispirazione dalle culture etniche africane e orientali, come India e Cina. Per far ciò lo stilista ha attinto sia dai costumi e dalle tradizioni popolari sia da abiti della nobiltà. Personalmente, ritengo la scelta degli abiti orientali molto originale, ma poco opportuna e adeguata al nostro stile di vita. Inoltre, molti di questi vestiti sono troppo eccentrici, anche se per le occasioni importanti.
Nell'ultima sala abbiamo potuto osservare due abiti realizzati in un'unica copia e interamente in swarovski, il primo del 1984 e il secondo del 2007. Penso che il secondo vestito sia stato creato con molta cura e un buon risultato, anche se, ovviamente, non per essere indossato normalmente.
Ho potuto, fortunatamente, notare che nel repertorio di Armani sono presenti anche abiti per taglie superiori alla 40! Il problema principale di questo settore è, infatti, che spesso le modelle soffrono di anoressia, a causa della rigida richiesta di taglie minime.
Adesso, la società si sta evolvendo in meglio e sono ammesse anche le taglie maggiori, perchè deve essere ben chiaro a tutti che nessuno è perfetto, neanche le modelle; semplicemente, loro lo diventano!
Credo di aver imparato molto da questa esperienza. La moda nasconde, infatti, tante sfaccettature che mi è stata data opportunità di conoscere. Ho capito che i sentimenti possono svelarsi ovunque, anche in un vestito; perchè puoi anche essere il migliore stilista del mondo, ma le tue emozioni sono uniche e sono quelle che fanno del tuo abito un'opera d'arte!


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Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2010