Premio letterario SofiaPremio letterario SofiaPremio letterario Sofia
4ª edizione - (2001)

"Cast Away"

Il film Cast Away, narra la storia di un uomo, Jack Nolland, dipendente di un'azienda di trasporti internazionali.
Il protagonista, per motivi di lavoro, gira il mondo e spesso utilizza l'aereo. Proprio in uno dei suoi viaggi di ritorno a casa, precipita insieme ai suoi colleghi. Solamente lui sopravvive al terribile incidente aereo. Jack si ritrova sulla spiaggia di un'isola disabitata. Stanco e traumatizzato dall'incidente, si trova solo e senza le comodità. Il film è denso di emozioni ed è proprio in queste situazioni drammatiche che si riescono a cogliere le profonde emozioni che il film vuole trasmettere.
Jack cerca di sopravvivere lontano dalla sua ragazza che ama e che continua ad amare durante i quattro lunghi anni trascorsi sull'isola deserta e che col passare del tempo gli manca sempre più: la paura di rimanere lì solo e per sempre, è presente quotidianamente nella sua vita di naufrago. Lo sconforto lo induce a cercare nei momenti di disperazione un bagliore all'orizzonte nella speranza di poter tornare a casa. Si deve abituare a un paesaggio per niente famigliare che con l'arrivo della notte quasi lo spaventa. La marea gli è di aiuto, infatti porta a riva dei pacchi, delle merci e degli oggetti che inizialmente potevano risultare inutili, insignificanti e futili, ma che poi vengono utilizzati da Jack per preparare il proprio ritorno a casa.
Purtroppo però la marea spinge sulla spiaggia anche il corpo senza vita del suo più caro collega, il pilota. Questo ritrovamento lo abbatte ancora di più e la speranza di un ritorno a casa si fa sempre più fievole.
Jack tenta di togliersi la vita per porre fine alle sue sofferenze. Fortunatamente il tentativo fallisce. Anche l'accensione di un fuoco potrà diventare motivo di felicità e di speranza.
La solitudine lo porta persino a dialogare con un pallone che chiama Wilson. Questo compagno immaginario diventa per Jack una 'presenza' che serve a farlo sentire meno solo, che lo aiuta a trascorrere le giornate più serenamente e è un amico leale e rassicurante anche nei momenti di sconforto. Jack infatti si dispera quando, durante il viaggio di ritorno, Wilson cadendo in mare si allontana dalla zattera. Tenterà in tutti i modi di recuperarlo, ma la corrente lo trascinerà per sempre lontano da lui.
L'allontanamento del suo amico Wilson lo fa piangere e urlare come se avesse perduto una persona cara. Nei quattro anni comunque non ha perso il senso del tempo e la dimensione dello spazio. La speranza è messa a dura prova scoprendo che il territorio sul quale si trova è troppo ampio, pari all'intero Texas.
Quando, finalmente, dopo questi lunghi e interminabili quattro anni riesce a tornare nel suo paese d'origine, trova una realtà completamente diversa da quella che aveva lasciato precedentemente.
La fidanzata, i colleghi e gli amici avevano perso completamente la speranza di ritrovarlo e si erano dimenticati di lui.
La fidanzata si era sposata e si era creata una famiglia. La moglie del suo migliore amico che era malata, era morta.
La storia di Jack Nolland ci mostra come riuscire a sopravvivere anche in situazioni terribili e lontano dal proprio ambiente, grazie alla speranza, alla forza di volontà e allo spirito di adattamento che sono presenti nell'animo umano.
Questo stesso uomo che è riuscito a fare a meno delle più semplici comodità, al suo ritorno nel mondo civile, le apprezza maggiormente dando loro però un valore molto relativo.


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Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2010